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giovedì 3 Aprile, 2025
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Covid-19, Confindustria Piemonte: perdiamo 10 miliardi al mese

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Ravanelli, Confindustria Peimonte: “Urgente la riapertura”

In attesa dellauspicata ripartenza prevista dal prossimo 4 maggio, arrivano i risultati della seconda indagine di Confindustria sugli effetti della pandemia da Covid-19 per le imprese italiane, avviata con lobiettivo di comprendere quale sia stato limpatto dei provvedimenti i due DPCM del 22 e 25 marzo che hanno determinato il lockdown di molte attività produttive e le problematiche che ne sono seguite.
Allindagine, un questionario online nel periodo dal 4 al 14 aprile, hanno partecipato 4.420 imprese (quasi 6.000 quelle che avevano risposto alla prima, svoltasi a fine febbraio), 506 per il Piemonte, 63% del comparto manifatturiero, 37% dei servizi, per larga parte (76%) di piccola o media dimensione.

In linea generale, in riferimento al mese di marzo 2020, per oltre il 67% delle imprese della nostra regione la diffusione del Covid-19 ha avuto un impatto molto rilevante, per cui gli obbiettivi per lanno in corso non risultano più raggiungibili oppure si è resa necessaria una riorganizzazione del piano aziendale. A seguito dei provvedimenti del governo, solo il 27% delle circa 500 aziende coinvolte è rimasta totalmente aperta, l84% sta facendo ricorso alla CIG, l80% allo smart working. 
Per quanti tuttora in attività, i problemi maggiori si riscontrano nellapprovvigionamento del materiale sanitario (60% circa delle aziende totalmente o parzialmente aperte), mentre il 34% ha avuto difficoltà per la mancata ricezione delle forniture da altre imprese.
Tentando di guardare al futuro, è stato chiesto infine agli imprenditori quali fossero le strategie che metterebbero in atto per superare la crisi: quasi il 90% di essi non vede altre soluzioni che attendere il ritorno alla normalità e circa la metà ritiene utile ricalibrare il paniere dei prodotti venduti. Meno efficaci o percorribili altre scelte, quali cambiare i paesi di destinazione dellexport o aumentare le vendite tramite le-commerce.

Michele Giordano

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