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venerdì 4 Aprile, 2025
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Tutelare le imprese famigliari: una proposta concreta

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Tutelare le imprese famigliari: una proposta concreta
In un momento storico in cui la costante per chi governa pare la caccia al sussidio più originale con cui comprare il consenso necessario ad arrivare vivi alle prossime elezioni, qualcuno si discosta dalla massa.

E quando queste proposte sono pensate per lo sviluppo delle imprese, siamo felici di condividerle. Oggi diamo spazio, come si intuisce dal titolo, ad una iniziativa volta a proteggere il fatto in famiglia, ovvero un passo in più del semplice Made in Italy. Ce la illustra Mirko De Carli, Capogruppo Popolo della Famiglia al consiglio comunale di Riolo Terme (Ra), membro Anci e ideatore della proposta:

“Il #fattoinfamiglia rappresenta il vero “Made in Italy”: abbiamo bisogno di riscoprire il vero valore dell’architrave portante dell’economia nostrana che è rappresentato dall’impresa familiare. Come diversi studi, anche alcuni recenti realizzati da Il Sole 24 Ore, confermano nel nostro paese il tessuto industriale è composto per oltre l’80% da aziende a conduzione familiare, quelle che comunemente chiamiamo “piccole e medie imprese”.

Sono per lo più famiglie che hanno aperto le porte della loro casa al bisogno che si fa desiderio di dare lavoro ai loro figli e alle famiglie delle comunità di cui fanno parte: la creatività unica con cui sono riconosciute in tutto il mondo con il marchio “Made in Italy” è data dal forte legame che la loro produttività ha da sempre con la dinamica familiare.

Se ci pensate, a livello internazionale, non siamo celebri per nomi di multinazionali anonime o con acronimi astratti ma con cognomi di famiglie che hanno fatto la storia in patria (Olivetti, Merloni, Ferrari, Spagnoli per citarne alcune). Per questo occorre oggi creare un sistema virtuoso di tutela del #fattoinfamiglia che possa garantire futuro a questo microsistema nazionale e dargli la robustezza necessaria per competere in un mondo globalizzato ed interconnesso”.

Come si può vedere è un proposta che tutela due beni essenziali per lo sviluppo di una società: la famiglia e l’impresa. Costruendo una legislazione che si basi sulla nostra storia e non si ponga come obiettivo snaturarla per assomigliare a qualcun altro. Il che la rende, già di per sé un unicum sulla scena politica. Continua il Consigliere De Carli:

“L’urgenza ora è rappresentata dal tutelare, promuovere ed incentivare il #fattoinfamiglia. Prima di tutto occorre riconoscerne il valore di marchio nazionale riconosciuto in Italia ed in Europa non consentendo più che sia possibile vendere nel mondo come prodotto italiano un qualsiasi manufatto che sia solamente assemblato nel nostro paese mentre la catena di produzione sia fatta altrove dove i costi della manodopera sono più competitivi per i datori di lavoro.

Successivamente è necessario incentivare la logica dei distretti per mantenere la peculiarità tipica delle imprese familiari nostrane ma renderla al contempo competitiva a livello globale: in Italia si può essere concorrenti mentre all’estero occorre fare squadra. È necessario poi rimodulare la pressione fiscale rendendola più leggera (almeno scendere intorno al 40% del fatturato e non oltre) e creare un sistema di certificazioni per il primo anno di vita dell’azienda capace di evitare tutti quegli adempimenti amministrativi che spesso non fanno nemmeno partire un imprenditore nella realizzazione del suo progetto. In ultimo occorre una creare una forte sinergia tra scuola, università e start up per far sì che le migliori menti possano avere condizioni di vantaggio per aprire percorsi economici in patria trovando nello Stato un alleato e non un ostacolo.

Solo così i nostri giovani rimarranno in Italia, avranno condizioni accettabili per mettere su famiglia e al mondo figli ed arginare uno dei processi più pericolosi di questi anni venti: lo spopolamento di aree sempre più vaste del nostro territorio. Serve visione e concretezza per creare le condizioni di quello che amo chiamare un vero e proprio nuovo miracolo economico italiano targato famiglia”.

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