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giovedì 3 Aprile, 2025
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Primo stipendio più ricco per i laureati in materie energetiche e life science, ma le retribuzioni per i giovani laureati in Italia restano basse

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In Italia, i settori più remunerativi per i neolaureati sono life science ed energia, con retribuzioni lorde annue rispettivamente di 33.000 euro e 32.167 euro. Seguono i settori dei beni di largo consumo (30.700 euro), del manifatturiero e dell’universo Tech (30.174 euro). Più basse, invece, le retribuzioni nei servizi non finanziari, con una media di circa 28.000 euro.

A livello internazionale, la Svizzera si distingue con stipendi medi annui per i neolaureati che arrivano a 86.722 euro. La Germania offre 53.300 euro (+2,1% rispetto al 2021), mentre in Austria si registrano 51.100 euro (+10,5% in tre anni). In Belgio le retribuzioni sono di circa 47.000 euro (+5,5%). Tra i Paesi con stipendi più bassi troviamo la Spagna (28.500 euro), l’Italia (30.558 euro) e la Polonia, che registra la cifra più bassa con 16.675 euro.

Le retribuzioni dei giovani in Italia rimangono tra le più basse in Europa, con incrementi salariali molto limitati. Questo contribuisce al fenomeno della fuga dei talenti e rappresenta un problema strategico per la competitività del Paese. Secondo Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia, la situazione stagnante è radicata da anni e non si è risolta nemmeno dopo l’emergenza pandemica. Nonostante ciò, negli ultimi tre anni si è registrato un incremento del 5,4%, segnale di una maggiore sensibilità delle aziende verso il tema delle retribuzioni, anche se il divario rispetto agli altri Paesi resta ampio.

Il problema delle retribuzioni è aggravato dall’inflazione, che colpisce lavoratori e famiglie, soprattutto nelle grandi città, con un aumento vertiginoso del costo della vita, in particolare degli alloggi. Questo rende difficile per le imprese attrarre e trattenere i talenti necessari per innovare e affrontare le transizioni tecnologiche e digitali.

Secondo Morelli, i giovani cercano nel lavoro percorsi di crescita chiari, formazione costante e ambienti di lavoro flessibili. Vogliono lavorare per organizzazioni affidabili, che incarnino valori nei quali possano rispecchiarsi e che abbiano un impatto positivo sulla società. Per attrarre questa nuova generazione, che entro il 2030 costituirà un terzo della forza lavoro, le aziende devono rivedere le loro strategie, offrendo proposte trasparenti e ambienti orientati al benessere e alla crescita personale.

Le marcate differenze salariali tra i Paesi europei spingono molti laureati a trasferirsi dove le retribuzioni sono più alte. In alcuni Paesi, il possesso di una laurea è particolarmente valorizzato. La Romania, per esempio, offre retribuzioni oltre il doppio rispetto a quelle dei diplomati (114% in più). In Italia, il premio salariale per i laureati è del 30%, ben al di sotto della media europea del 48%, ma comunque superiore a Paesi come Svezia (24%), Malta (29%) e Danimarca (29%). A livello di genere, le donne ricevono spesso un premio inferiore rispetto agli uomini, con alcune eccezioni in Paesi come Malta, Estonia, Cipro, Spagna e Portogallo.

Gloria Giovanditti

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