L’Eurostat ha rivisto al ribasso la stima dell’inflazione nell’Eurozona per il mese di febbraio, portandola al 2,3% rispetto al 2,4% indicato nella stima flash del 3 marzo. Il dato conferma comunque un calo rispetto al 2,5% registrato a gennaio, segnalando una tendenza discendente dei prezzi nell’area della moneta unica.
Anche nell’Unione Europea nel suo complesso l’inflazione ha mostrato una contrazione, passando dal 2,8% di gennaio al 2,7% di febbraio. Tuttavia, le differenze tra i vari Paesi restano significative. I tassi più bassi sono stati registrati in Francia (0,9%), Irlanda (1,4%) e Finlandia (1,5%), mentre le percentuali più elevate si sono riscontrate in Ungheria (5,7%), Romania (5,2%) ed Estonia (5,1%).
Per quanto riguarda l’Italia, Eurostat stima per febbraio un tasso di inflazione dell’1,7%, lo stesso valore registrato a gennaio, confermando una relativa stabilità dei prezzi.
A livello di settori, il principale contributo alla crescita dei prezzi nell’Eurozona è arrivato dai servizi, che hanno inciso per +1,66 punti percentuali sull’indice complessivo. Questo dato riflette l’impatto ancora rilevante della dinamica dei costi nei comparti legati al turismo, alla ristorazione e ai trasporti, che continuano a sostenere una parte significativa dell’inflazione nella regione.
Andrea Valsecchi