In Italia esistono circa 21.000 viadotti e ponti autostradali e stradali, ma se si considerano anche tutti gli altri ponti, tra cui quelli cittadini e ferroviari, il numero sale a diverse centinaia di migliaia. La domanda è come monitorare lo stato di salute di queste infrastrutture, in particolare quelle più cruciali, che sono più trafficate o strategiche per il Paese. La risposta arriva da Polo Meccatronica, l’hub tecnologico di Trentino Sviluppo a Rovereto, dove nel 2016 si è insediata NPlus, una giovane azienda che in pochi anni è diventata leader nel campo della tecnologia SHM (Structural Health Monitoring), utilizzata per monitorare le infrastrutture civili. Grazie ai sensori progettati e sviluppati internamente e all’Intelligenza Artificiale, NPlus monitora oggi 850 ponti dell’ANAS, garantendo sicurezza 24 ore su 24 per chi li attraversa o vi passa sotto.
Nel 2024, l’azienda ha generato ricavi per 20 milioni di euro e impiega 50 persone tra ingegneri civili, informatici, elettronici e meccanici. I suoi clienti includono anche grandi realtà come Autostrada Pedemontana Lombarda, A4 Autostrada, Autostrada del Brennero, e altre. Come spiega Giordano Riello, presidente dell’azienda, la missione di NPlus è quella di tutelare le infrastrutture vitali per il Paese, portando l’eccellenza dell’industria italiana all’estero. “Ci consideriamo un’azienda etica, il cui obiettivo non è solo il profitto, ma utilizzare il successo economico come mezzo per generare benessere diffuso. Garantire la sicurezza di ponti e viadotti significa salvaguardare vite umane e favorire la prosperità, poiché una nazione con infrastrutture sicure cresce più rapidamente”.
Il sistema di monitoraggio ideato da NPlus, chiamato SHM Vittorio, si basa su catene di misura composte principalmente da accelerometri e inclinometri, che vengono applicati sulle strutture per individuare eventuali anomalie strutturali, come danni locali o variazioni nella geometria o nei materiali. Gli algoritmi intelligenti integrati nel sistema consentono di rilevare se le caratteristiche dinamiche o statiche del ponte non sono conformi al progetto, indicando un possibile rilassamento della struttura che potrebbe comportare danni e richiedere interventi tempestivi. I dati raccolti vengono analizzati in tempo reale e in maniera semi-automatica nella sede di Rovereto. Lo sviluppo di questa tecnologia hardware e software è frutto di collaborazioni con università italiane e internazionali, come l’Università di Trento, il Politecnico di Milano, la Queen’s University di Kingston in Canada e l’UTM – Universiti Teknologi Malaysia.
Oltre ad essere un leader in Italia, NPlus ha intrapreso un’espansione internazionale, con sedi operative in Messico e Canada e numerosi accordi commerciali in paesi come Spagna, Portogallo e Germania. La società ha una forte presenza anche negli Emirati Arabi, in Medio Oriente e nel sud-est asiatico, con collaborazioni in Corea del Sud, Indonesia, Malesia (dove monitora il ponte che collega la terraferma al Palazzo del Capo di Stato) e Thailandia, dove ha recentemente firmato un accordo con l’agenzia Rtrda per la ricerca e lo sviluppo tecnologico delle ferrovie. Riello sottolinea che NPlus vanta il portafoglio di ponti monitorati più ampio al mondo, un vantaggio competitivo che l’azienda intende sfruttare per espandersi ulteriormente, soprattutto in Europa e in altre regioni del pianeta. I dispositivi NPlus sono competitivi anche grazie alla loro apertura, che consente di integrare sensori specifici richiesti dai clienti e di adattarsi alle necessità locali, come nei paesi a rischio di terremoti o fenomeni atmosferici estremi come i monsoni.
Gloria Giovanditti