In attesa delle scelte che gli Stati Uniti prenderanno riguardo al piano commerciale, la Commissione europea ha dichiarato di avere pronte delle “contromisure solide” in risposta ai dazi annunciati da Washington. La presidente Ursula von der Leyen non ha fornito dettagli sul piano durante il suo intervento a Strasburgo, mentre l’Unione europea si trova ad affrontare una situazione di incertezza, divisa tra la volontà di rispondere con misure simili e il desiderio di giungere a un compromesso con l’amministrazione Trump.
Nel suo discorso, von der Leyen ha sottolineato che se si riuscisse a trovare una soluzione costruttiva, tutti ne trarrebbero beneficio, ma ha anche affermato che l’Europa non ha avviato questa disputa. L’ex ministra della Difesa tedesca ha chiarito che l’Unione non ha intenzione di lanciarsi in una guerra commerciale, ma che è pronta a farlo se sarà necessario per tutelare i suoi interessi, la sua popolazione e le sue imprese.
Questa posizione è arrivata dopo l’annuncio da parte di Donald Trump di nuove misure commerciali, che dovrebbero prevedere dazi su cinque settori (automobili, legname, farmaceutici, metalli e microprocessori). Inoltre, Washington dovrebbe introdurre dazi reciproci in tutti i settori e paesi dove i prodotti americani sono già soggetti a tasse. Secondo quanto dichiarato dalla Casa Bianca, l’obiettivo è anche quello di affrontare le barriere non tariffarie, che vengono ritenute come ostacoli al libero scambio.
Nel suo intervento, von der Leyen ha ribadito che è essenziale che il commercio internazionale sia regolato da regole chiare e trasparenti, improntate al libero scambio. Ha anche evidenziato come il protezionismo possa avere effetti negativi sull’economia globale. In questo contesto, la presidente della Commissione ha delineato una strategia articolata su tre principali linee d’azione.
Il primo aspetto della strategia riguarda una risposta compatta e determinata ai dazi americani. Il secondo punto prevede una maggiore diversificazione delle relazioni economiche dell’Europa, con Bruxelles che ha recentemente concluso accordi con il Mercosur, il Messico e la Svizzera, e ha in programma di negoziare anche nuovi accordi con l’India. Infine, la Commissione è convinta che l’Unione debba abbattere le barriere interne al mercato unico, che hanno un impatto sull’industria equivalente a dei dazi del 45%.
In queste settimane, Bruxelles ha scelto di essere prudente nel discutere la risposta europea alle misure americane, sia per non rivelare troppo presto la propria strategia, sia per sperare che Washington possa optare per un approccio meno conflittuale. Inoltre, persistono delle divisioni tra i paesi membri, tanto che Bruxelles non ha ancora risposto all’annuncio americano sui dazi sulle auto. I ministri europei del commercio si incontreranno lunedì prossimo a Lussemburgo per un primo confronto sul tema.
Nel frattempo, a metà mese dovrebbero entrare in vigore le contromisure europee sui dazi già imposti dagli Stati Uniti su acciaio e alluminio. La Commissione sta preparando una lista di prodotti americani su cui applicare i dazi, che sarà sottoposta ai paesi membri in vista di un voto previsto per il 9 aprile. La proposta potrebbe essere bocciata solo se una maggioranza qualificata dei paesi membri si opponesse.
In un confronto con gli Stati Uniti, l’Unione europea ha anche strumenti più sofisticati a sua disposizione, come la possibilità di colpire le aziende dei servizi, in particolare quelle digitali e i diritti intellettuali. Queste misure potrebbero avere un impatto ancora più forte, secondo quanto dichiarato da alcuni diplomatici. Qualsiasi proposta della Commissione, infine, dovrà essere approvata formalmente dalla maggioranza qualificata dei paesi membri.
Gloria Giovanditti