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venerdì 4 Aprile, 2025
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Previsioni economiche: parla Confindustria

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Secondo il Centro Studi di Confindustria, l’effetto della strategia tariffaria al via in queste ore negli Stati Uniti potrebbe essere comparabile a un vero e proprio “conflitto commerciale”, con conseguenze dirette sul Pil italiano. Lo studio avrebbe stimato che l’aumento delle tariffe doganali potrebbe determinare una contrazione del Pil italiano dello 0,4% nel 2025 e dello 0,6% nel 2026.
Oltre alla questione dei dazi, il Centro Studi di Confindustria ha messo in evidenza le difficoltà legate all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ad oggi, l’Italia ha speso infatti solo 64 miliardi dei 122,2 ricevuti, mentre per il biennio 2025-2026 le risorse programmate ammontano a circa 130 miliardi. Tuttavia, Confindustria stima che potrebbe esserne utilizzata solo la metà, pari a 65 miliardi.
Un ulteriore problema riguarda la Transizione 5.0, con investimenti in impianti e macchinari che nel 2024 hanno subito un calo, prima a causa di attese normative e poi per difficoltà operative. Questa situazione potrebbe perdurare nella prima metà del 2025, rallentando la ripresa industriale.

L’Appello di Orsini
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato la necessità di un cambio di rotta: “In momenti difficili come questi servono misure straordinarie e coraggio straordinario. Abbiamo bisogno che il nostro governo sia risoluto e che l’Europa sappia negoziare con gli Stati Uniti in maniera unitaria”. Orsini ha anche evidenziato come l’Europa potrebbe sfruttare la sua posizione strategica: “Se mettiamo assieme i beni e i servizi che gli Stati Uniti esportano in Europa, possiamo trovare una base di negoziazione.”

Andrea Valsecchi

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